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Via Francesco Petrarca 48 Figline Valdarno (FI)
Via Francesco Petrarca 48 Figline Valdarno (FI)

Ho sempre sentito il gioco come momento importante nella vita dei bambini, osservandoli incantata, ammirandoli (e un poì invidiandoli) mentre completamente assorti in quello che fanno danno voce a se stessi.

Sperimentano liberamente, senza il pensiero che ciò che fanno in quel momento possa essere giusto o sbagliato, con tutte le possibilità aperte di costruire, creare mondi, possibilità e realtà e provare stupore e divertimento ad ogni avvenimento o scoperta…

Il gioco è fare una cosa liberamente, solo per il gusto di farla, per il PIACERE, senza pensare se sia giusta o sbagliata! Provare a fare una cosa fino a che non riesce come vogliamo o come ci piace, senza nessun obiettivo da raggiungere!

Forse così dovremmo prendere di più la nostra vita? Forse per questo non giochiamo più? Quanto riusciamo a fare qualcosa senza avere uno scopo?

Quanto ci giudichiamo per le cose giuste o sbagliate che reputiamo di fare, quanto ci controlliamo in quello che facciamo…tutto questo spegne l’entusiasmo e nel gioco tutto questo non c’è!

Il gioco è libertà di espressione, è leggerezza, è lasciar fluire, è esprimersi liberamente, è provare, è immaginare, è provare emozioni. E’ nutrirsi di se stessi, è relazionarsi con il mondo, è esplorare le possibilità, è ampliare le proprie visioni, è crearsi nuove idee, è sperimentare la vita…

Tutto ciò di cui noi adulti avremmo bisogno e di cui ci priviamo…e per di più spesso lo consideriamo meno importante dello studio o di altre attività!

In questi giorni sto giocando ad osservarmi e a guardare le cose che faccio sotto questa luce…quanti scopi (anche piccoli e quasi invisibili che si mimetizzano bene!), quanti schemi, quanta fretta!

Seppur ci lavori da tempo nel cambiare le mie priorità…

E lo stesso poi ci troviamo a fare con i bambini, troppo spesso non sono liberi di giocare e provare nella quotidianità (al di là degli spazi di gioco riservati)…la nostra vita molto spesso ci fornisce molti esempi…

Iniziamo dal giocare a “Vediamo che succede!”, ogni tanto proviamo a seguire l’onda dei pensieri dei bambini e vedere dove ci porta la loro visione, senza tentare sempre di applicare la nostra oppure davanti ad una cosa che non è andata come volevamo.

Fermiamoci e invece di arrabbiarci proviamo a vedere cosa può nascere a questa cosa restando semplicemente in osservazione…un primo modo di provare a giocare…

E poi proviamo a fare cose per il piacere di farle, ad ascoltare le sensazioni davanti al mare, al tramonto,alle cose da fare….ne abbiamo voglia?tutto ciò che dobbiamo fare oggi è necessario?

Selezioniamo e alleggeriamoci un po’ per non perdere il nostro entusiasmo e rimanere in contatto con noi stessi, come i bambini sanno fare così bene…e osserviamoli e impariamo i loro trucchi!

Non sempre ci si riesce, ma penso che, senza sentirci in colpa e farne un dramma quando non ci riusciamo.

Dovremmo consentirci di fare entrare il gioco nella nostra quotidianità e assicurarci e controllare che i nostri bambini (e perché no, anche noi!) possano vivere i nostri quotidiani momenti “senza obiettivo”!

Farà bene a tutta la nostra vita e non vorrà dire non avere obiettivi ma raggiungerli in maniera più rilassata godendosi il percorso senza inseguire solamente i risultati salvo poi sentirci frustrati quando non ci riusciamo…

La leggerezza del gioco può aiutarci nella vita, recuperiamola e non facciamola mai mancare ai nostri figli, staremo meglio tutti!

Francesca Sfriso

Post Author: Giuseppe Crispo

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