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Il bambino permaloso. Spesso alcuni bambini manifestano una forte chiusura o reazione davanti agli scherzi  o osservazioni ed entrano in difficoltà.

Creando equivoci e incomprensioni che possono essere profonde se non comprese. La cosa può essere presente ma passeggera oppure può stabilizzarsi.

Un bambino innanzitutto non nasce permaloso, quindi ci sono state delle esperienze oppure può essere che verso di lui venga mantenuto, più o meno consapevolmente, un atteggiamento che lo può portare a queste reazioni.

Importante non colpevolizzare nessuno nè bambino, nè noi stessi o chi può essere incappato in questa dinamica.

La dinamica va presa in carico da entrambi, non solo dal bambino che rischia altrimenti di portare un peso di responsabilità troppo grande, quando il suo atteggiamento spesso è in reazione a situazioni che vive, come abbiamo visto.

Un bambino permaloso fondamentalmente è in confusione e ha bisogno di essere rassicurato, amato e visto per ciò che è.

Nella sua storia probabilmente è stato giudicato, ridicolizzato con leggerezza, deriso o sminuito davanti alle sue incomprensioni o difficoltà nel comprendere.

Molti bambini sensibili faticano proprio a comprendere gli schemi in cui siamo inseriti poiché la loro sensibilità li porta a sentire valori completamente diversi.

Quindi a volte sembrano un pò più lenti a comprendere alcune cose perché gli sono profondamente estranee.

Se vengono giudicati per questo, oppure derisi anche se non con cattive intenzioni possono chiudersi in se stessi e arrivare a non comprendere se quello scherzo è serio (e sta dicendo qualcosa di loro) oppure no.

Si sentono attaccati dallo scherzo, come se in modo più innocuo li stessimo attaccando. Questi bambini hanno bisogno di appoggio continuo e uno scherzo li destabilizza.

Per non cadere nel giudizio e pensare che possano essere esagerati o non capire perché ciò accada proviamo ad osservare come lo scherzo è vissuto nella nostra cultura e società.

Uno scherzo vero è quando entrambe le parti si divertono.
Non deve porre chi lo fa in posizione superiore a chi lo riceve.

Spesso nasconde aggressività, rabbia, risentimento e viene utilizzato quando non si riescono a comunicare apertamente e onestamente.

Per i nuovi bambini questo fa confusione perché per loro l’onesta, l’apertura e l’immediatezza sono valori spontanei e non comprendono perché noi nascondiamo così tante cose a noi stessi e agli altri.

Lo scherzo viene visto come un atto sottilmente aggressivo…e a volte se ci pensiamo lo usiamo così quando vogliamo dire delle cose, utilizziamo lo scherzo per comunicare pronti a ritirarlo con uno “Stavo scherzando” all’occorrenza. 😉

Il famoso detto “Pulcinella si confessò scherzando”parla proprio di questo.

Pensiamo anche alla presa in giro utilizzata spesso come modalità comune…che sia comune non vuol dire che sia benefica.

Lo scherzo vero è delicato, è un momento in cui ci si diverte insieme provando reazioni, prontezza…non deve essere mai un sopraffare l’altro, un metterlo in difficoltà, a disagio.

Anche il giudizio ha un ruolo determinante in tutto questo. Ormai ci siamo un pò abituati a usarlo e subirlo,  ma a nessuno piace sentirsi giudicati, controllati osservati continuamente.

Perché non ci sentiamo liberi di essere noi stessi e di fare anche i nostri salutari sbagli senza che ciò diventi un problema o una condanna.

Un bambino permaloso è un bambino molto sensibile di cui andare orgogliosi, con il suo disagio ci sta comunicando qualcosa sul mondo e sulla vita…non vediamolo un fastidio.

Qualcosa da correggere ma una forte sensibilità da comprendere e valorizzare per la sua ricchezza, che ha semplicemente dei canoni diversi da quelli imperanti e va compreso nel suo linguaggio e sensibilità che saranno invece le basi di un mondo diverso e più ricco.

Questi bambini sono una risorsa importantissima e ci mettono in guardia su cose che noi a volte fatichiamo a comprendere, cose su cui ci siamo desensibilizzati.

Cosa poter fare nel concreto per aiutarlo?

Non scherzare se non gradisce, interrompere lo scherzo se dimostra reazioni forti e scusarsi, scherzare chiarendo le posizioni con frasi e battute e mettendoci in ridicolo insieme.

Non dovrebbe essere portato ad imparare a scherzare, dovrebbe sentire rispettata la sua sensibilità. Vivere delle esperienze. Fondamentale è che noi accettiamo questa cosa senza sforzarci a tutti i costi di cambiarla.

Se ci si trova a doverlo difendere da scherzi o osservazioni altrui in cui le persone coinvolte non hanno consapevolezza di ciò.

Agiamo con naturalezza senza condannare o giudicare chi fa lo scherzo o l’osservazione, dicendo che in questo momento il bambino non ama gli scherzi o non li ha mai amati e va bene.

Così oppure con una battuta coinvolgiamoci anche noi nello scherzo portandoci nello stesso posto.

Se, ad esempio, qualcuno lo deride perchè non ha capito una battuta, o ha detto una cosa che può apparire ridicola ma senza l’intenzione di farlo.

Possiamo dire “Capita anche a me!” oppure “Sai che ho sentito di una persona cui è successo la stessa cosa…” e raccontiamo un aneddoto.

Oppure “Capita, non avevo capito nemmeno io…” “Anche io avevo capito o pensato così come te…” per far si che non si senta solo; se riusciamo immedesimiamoci in come può sentirsi e diciamoglielo. Ovviamente dobbiamo sentirlo dentro di noi, ripeterlo non basta!

Cerchiamo se può essere utile di trovare una soluzione a suo favore per risolvere la cosa. Stiamo dalla sua parte insomma, ma senza entrare in conflitto o in giudizio con gli altri.


Tutto questo sarà un grande esercizio anche per noi per non dare scontate cose che consideriamo”normali” e vedere le cose in maniera più ampia.

Accogliamo e ascoltiamo il nostro bambino “permaloso” e non pensiamo sia sbagliato, ma anzi esploriamo il suo mondo non potremo che arricchirci!

Grancesca Sfriso

Post Author: Giuseppe Crispo

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