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Via Francesco Petrarca 48 Figline Valdarno (FI)
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Il potere del profumo. Diverse ricerche hanno dimostrato l’effetto delle fragranze su alcune funzioni cognitive.

Secondo uno studio presentato nel 2017 da Mark Mosse Victoria Earle della Northumbria Universit y alla conferenza annuale della British Psy­ chological Society a Brighton, l’aroma dell’olio essenziale di rosmarino aiuta a migliorare le prestazioni dei bambini in classe.

Allo studio – un test di classe su diversi compiti mentali – ha partecipato un totale di 40 bambini di età compresa tra 10 e 11 anni.

I bambini erano asse­ gnati in modo casuale a una stanza in cui era diffuso l’olio di rosmarino per dieci minuti o a una stanza senza pro­ fumo, ed erano testati singolarmente, seduti al tavolo di fronte a un ricerca­ tore.

L’analisi ha rivelato che i bambini nella stanza degli aromi hanno ricevu­ to punteggi significativamente più alti rispetto ai bambini nella stanza non profumata.

Il test che ha mostrato la differenza più grande nei punteggi è stato quello sulla memoria di lavoro, in questo caso ricordare delle parole. Il dott. Moss ha dichiarato: “Perché e come il rosmarino abbia questo effetto è ancora in discussione.

Potrebbe essere che gli aromi influenzino l’attività elettrica nel cervello o che degli ele­ menti farmacologicamente attivi pos­sano essere assorbiti durante l’esposi­zione.

Il potere del profumo

Il potere del profumo. Sappiamo che la scarsa memoria di lavoro è correlata a scarse pre­ stazioni scolastiche, quindi questi risultati offrono un possibile intervento, economico e semplice.

Per miglio­rare le prestazioni nei bambini. I tempi sono maturi per esperimenti su larga scala sull’applicazione degli aromi in contesti educativi”.

Un altro recente studio riporta un aumento significativo – fino al 30%

del successo nell’apprendimento se una persona è esposta al profumo di rosa durante le fasi di apprendimento e di sonno.

I ricercatori del Centro Medico IGPP dell’Università di Friburgo e della Fa­ coltà di biologia dello stesso istituto hanno ora dimostrato che questo effet­to può essere ottenuto molto facilmen­ te anche al di fuori del laboratorio.

Il potere del profumo. Per lo studio, la prima autrice e insegnante Franziska Neumann ha con­ dotto numerosi esperimenti con 54 studenti di due classi della prima media di una scuola nella Germania.

Ai giovani partecipanti del gruppo di prova è stato chiesto di posizionare dei bastoncini di incenso al profumo di rosa sul banco a casa mentre studiavano il vocabolario inglese e sul como­dino accanto al letto di notte.

In un altro esperimento, hanno messo i bastoncini di incenso sul banco di scuola durante un test di vocabolario in inglese.

I risultati sono stati con­ frontati con i risultati dei test in cui non sono stati utilizzati bastoncini di incenso durante una o più fasi.

“Abbiamo dimostrato che l’effetto di sostegno delle fragranze funziona in modo molto affidabile nella vita di tutti i giorni e che può essere utilizzato in modo mirato”.

Ha affermato il lea­der dello studio Dott. Jiirgen Korn­ meier, capo del gruppo di ricerca sulla percezione e la cognizione presso l’IGPP e scienziato presso il Diparti­ mento di Psichiatria e Psicoterapia del­ l’Università di Friburgo.

E ha aggiunto: “Chi avrebbe mai pen­ sato che il naso potesse esserci di così grande aiuto ?” .

Il potere del profumo. Ogni odore, dall’aroma di rosmarino all’incenso alla rosa all’odore pungen­te del pesce, è composto da una miscela di molecole odorose che si legano a dei recettori all’interno del naso.

Ma gli scienziati hanno sempre fatto fatica a capire esattamente cosa fa odorare ogni combinazione di molecole in un certo modo o a predire dalla sua strut­ tura se l’odore di una molecola è pia­cevole, sgradevole o neutro.

Ora, gli scienziati del Salk Institute e del!’Arizona State University hanno scoperto un nuovo modo di organizzare le molecole di odore in base alla frequenza con cui si verificano insieme in natura, che è anche il modo in cui si è evoluto il nostro olfatto.

Sono stati quindi in grado di mappare questi dati per scoprire combinazioni di odori che gli umani trovano più piacevoli.

I risul­tati, pubblicati nell’agosto 2018 sulla rivista Science Advances, aprono nuove strade: “Siamo in grado di organizzare il suono ad alte e basse frequenze e la visione a partire da uno spettro di lunghezze d’onda e colori”.

Afferma Tatyana Sharpee, professore associato presso il laboratorio di neurobiologia computazionale di Salk e autore prin­cipale del lavoro.

“Ma quando si trat­ ta di olfatto, è sempre stato un problema stabilire se esiste un modo per organizzare gli odori”

In precedenza, gli scienziati avevano cercato di classificare le molecole di odore rigorosamente in base alle loro strutture chimiche per scoprire che molecole con strutture molto simili possono avere un odore molto diverso.

Usando i dati esistenti sulle molecole di odore presenti in diversi campioni di fragole, pomodori, mirtilli e urina di topo, hanno usato metodi statistici.

Per mettere le molecole di odore una mappa in base alla frequenza con cui si sono verificate insieme nelle quattro serie di campioni.

Quelle molecole che si sono verificate insieme più frequentemente sono state posizio­nate più vicine tra loro.

Usando questa strategia, gli scienziat i hanno scoperto che le molecole di odore potevano essere mappate su una superficie curva in tre dimensioni.

Che ha la forma di una patatina Pringles, una forma che i matematici definisco­ no “iperboloide”

Quando il team ha esaminato il modo in cui le molecole si raggruppavano su questa superficie, hanno scoperto che c’erano direzioni piacevoli e spiacevoli.

Nonché direzioni correlate all’aci­dità o alla facilità con cui gli odori eva­ porano dalle superfici.

Queste osser­vazioni ora semplificano la costruzione di piacevoli miscele di odori da uti­ lizzare, ad esempio, in ambienti artifi­ ciali (come una stazione spaziale).

Il potere del profumo

E su questo anche Osho ha qualcosa da dire: il profumo, naturale o artifi ciale che sia, non influenza solo le capacità cognitive e la generale perce zione di un ambiente come piacevole o spiacevole, ma anche la qualità della meditazione …

Maometto,  unico tra gli illuminati, ha usato il profumo come oggetto di meditazione. L’Islam l’ha  reso un oggetto di meditazione.

Nessun’altra religione al mondo ha potuto farlo.
E l’olfatto può diventare molto, molto bello se lo trasformi in un oggetto di meditazione.

È un feno­meno molto sottile e, a poco a poco, puoi andare fino in fondo.

Anche gli hindu hanno usato alcuni tip i di profumi, in particolare l’incenso nei templi…

Così come esistono odori sessuali, esistono anche odori spirituali e sono collegati.

Dopo una lunghissima ricer­ca, gli hindu hanno scoperto parti­colari odori che non sono sessuali. Al contrario, l’energia si muove verso l’alto, non verso il basso.

L’incenso è diventato molto, molto importante. Lo hanno sempre usato nel tempio, è utile.

Così come esistono musiche che pos­ sono stimolare la tua sessualità, ci sono musiche che possono ren­ derti spirituale.

La musica moder­na è particolarmente sessuale; la musica classica è molto spirituale.

Lo stesso vale per tutti i sensi: ci sono dipinti che  possono  essere spirituali o sessuali; suoni e odori possono essere sessuali o spirituali.

Ogni senso ha  due  possibilità: se l’energia scende verso il basso , è sessuale; se l’energia sale verso l’alto, è spirituale.

Puoi provare con l’inc enso. Accen­dine uno e medita su di esso; sentilo, annusalo , lasciati riempire e poi spostati, allontanati.

E continua. Continua a meditare su di esso; lascia che diventi sempre più sottile.
Arriva il momento in cui sei in grado di sentire l’assenza di una certa cosa: indica che sei arrivato a una consapevolezza molto profonda.

OSHO

  1. Informazioni tratte da rre cliversi articoli pubblicati su neuroscienze.com
  2. Osho da: Le Fragranz e dell’anima, Edizioni Lo Scarabeo
  3. Articolo tratto dalla rivista Oshotime
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Post Author: Giuseppe Crispo

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