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Via Francesco Petrarca 48 Figline Valdarno (FI)
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Da circa tre anni pratico Qi gong che è proprio un lavoro sull’energia corporea e devo dire che mi ha consentito di percepire per la prima volta l’energia nel corpo e poi col tempo di “gestirla” con l’intenzione ed il respiro.

Questo risultato l’ho ottenuto dopo circa un anno di pratica; da quasi due anni, prima in forma di seminario e poi con frequenza quindicinale mi sono avvicinato allo yoga kundalini.

La differenza mi è apparsa subito evidente soprattutto dopo aver frequentato vari stage e seminari in cui le due discipline per la prima volta venivano accostate e sperimentate insieme.

Prima di parlare delle differenze, qui voglio fare un inciso curioso ma per altri versi significativo, sul fatto che la partecipazione ai seminari suddetti vedeva una presenza prevalente se non totale di praticanti di qi gong piuttosto che di kundalini.

Ho poi saputo che alcuni si erano rifiutati di venire per non praticare qi gong che ritenevano una disciplina quasi contaminante rispetto al loro percorso, altri perché lo trovavano “noioso”.

Di questo ne riparleremo perché offre interessanti spunti di riflessione.

Tornando alle differenze, devo subito utilizzare, per rendere l’idea, un’analogia che spesso uso in analoghe occasioni: il qi gong è come un motore diesel, mentre la kundalini è un turbo benzina.

Avendo praticato entrambi posso con cognizione dire che il primo mostra tutta la sua efficacia e potenza dopo una certa “carburazione”.

E richiede più tempo e pazienza perché renda al massimo (a volta anche anni, a seconda di chi pratica).

La Kundalini con il suo “dinamismo” fa sentire più presto gli effetti., anche nei movimenti degli esercizi si avverte la differenza, inoltre la seconda utilizza di più mantra e musica.

Anche la respirazione è diversa, più lenta e legata all’intenzione quella del qi gong, più enfasi e velocità in certi casi per la kundalini (soprattutto il respiro di fuoco).

A livello corporeo ho potuto apprezzare una maggiore velocità di scorrimento dell’energia con la kundalini rispetto al qi gong.

Anche per quanto riguarda il superamento dei livelli di resistenza negli esercizi c’è una diversità nell’effetto sul corpo.

La prima scuote e fa vibrare le parti del corpo interessate in modo più evidente e profondo.

Il secondo agisce a “strati” e con gradualità prima di arrivare allo stesso punto di incisività.

Il punto di forza poi della kundalini sono le meditazioni, che intervengono in modo diretto sia sulla struttura fisica che su quella psichica che spesso riesce a collegare tra loro.

Inoltre un maggiore utilizzo dei suoni e dei mantra rende più “affascinante”, “suggestivo” e coinvolgente l’esercizio. 

Qi Gong

Proprio la pratica delle meditazioni che faccio da un anno hanno provocato dentro di me i cambiamenti più evidenti.

Tra quelli più significativi, oltre ad una maggiore consapevolezza, la percezione di essere altro dalla mente e la possibilità di essere testimone di quello che faccio.

Viceversa il qi gong, e questa è sempre una mia percezione, non provoca “sdoppiamenti”.

Appare meno cerebrale o intellettivo, comunque meno immaginativo e proiettivo, puntando direttamente all’identificazione tra il se e il corpo come energia.

Di qui l’impressione che sia più “pesante” rispetto alla leggerezza e al sapore frizzante della kundalini.

Per quel che mi riguarda trovo che l’uno non escluda l’altro e che il percorso che sto facendo.

Al riguardo abbia una sua continuità e coerenza di sviluppo proprio per i passaggi e la percezione delle differenze, tra l’uno e l’altro.

In pratica il qi gong mi ha dato la possibilità di scoprire e sentire il mio corpo come energia che ho attivato proprio grazie a questa pratica

Lo yoga kundalini, nello specifico le meditazioni e in parte il Karm Kriya, è stato il naturale sviluppo della prima esperienza.

Nel senso che mi ha portato ad un potenziamento dell’energia che ora sento scorrere in modo più dinamico e veloce e allo sviluppo di una sempre maggiore consapevolezza e a quegli stadi di percezione che ho citato sopra.

Portandomi “naturalmente” allo sbocco successivo che è il percorso tantrico che ho iniziato da poco meno di un anno.Tuttavia non mi sono lasciato “fuorviare” dalla linearità e consequenzialità di questo cammino.

Nel senso che tuttora pratico in contemporanea le tre discipline, perché quello che conta è la sperimentazione verticale. E tutti e tre offrono ognuno per al sua parte e peculiarità l’opportunità di lavorare alla “demolizione” dell’ego.

Lo yoga kundalini per alcune similitudini rituali e per alcune tecniche che scavano a fondo sul mondo interiore.

In sostanza per la sua caratteristica alchemica, lo sento più vicino al Tantra, per questo spesso mi viene di definirlo, per la mia esperienza, propedeutico a quest’ultimo.

Avevo accennato, nella prima parte di questa riflessione, allo strano atteggiamento dei praticanti dello yoga kundalini, che hanno disertato i cinque seminari interdisciplinari sugli organi interni.

Seminari che vedevano un interessante lavoro sulla funzione fisiologica dei maggiori organi del corpo, “visitati” e stimolati energeticamente dal qi gong e dallo yoga kundalini.

Si è cercato di capire i motivi, anche ascoltando alcune “spiegazioni” dei diretti interessati, tra le tante sono emerse queste:

– il senso di noia suscitato dagli esercizi di qi gong per il fatto che il praticante spesso è obbligato a rimanere anche per svariati minuti in determinate posizioni. In assoluto silenzio e concentrati sul respiro in attesa che la tecnica abbia il suo effetto;

 -la “contaminazione” nel mischiare i due tipi di esercizi, ritenendo che la “staticità e “pesantezza” del qi gong finisse col “danneggiare” o “compromettere” gli equilibri psicofisici raggiunti con lo yoga kundalini

– il semplice rifiuto di praticarlo senza alcun motivo apparente.

Al contrario, i praticanti di qi gong non hanno avuto nessuna difficoltà a “sottoporsi” a entrambi gli esercizi, quasi avessero una base più “solida” di partenza e anche una maggiore “apertura” verso la sperimentazione.

Una maggiore fluidità e flessibilità (che peraltro sono le caratteristiche del taoismo), di contro ad una intransigenza e rigidità che definiva l’atteggiamento dei praticanti di yoga.

E’ come se questi ultimi abbiano saltato un passaggio ritrovandosi subito nel dinamismo energetico senza aver prima sperimentato l’energia governata mentalmente e di qui la sensazione di essere “frenati”.


Il qi gong usa proprio la mente per dirigere, con l’intenzione, l’energia, veicolandola all’interno del corpo; viceversa lo yoga kundalini mette la mente davanti al praticante che diventa quindi testimone.

Si è quindi ipotizzato che per i praticanti di kundalini tornare a utilizzare la mente costituisca un “passo indietro”. Viceversa per i praticanti di qi gong, passare dall’utilizzo della mente all’analisi della stessa come osservatore, un passaggio naturale e progressivo.

Giuseppe Premartha Crispo

Articolo del 2012 tratto dal blog www.premarthaprem.it

Post Author: Giuseppe Crispo

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