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Via Rosai 6 San Giovanni Valdarno (AR)

Quando pensi di aver raggiunto dei risultati nel percorso di crescita interiore, sei ancora lontano dalla meta, perchè non vi è niente da raggiungere, tutto quello che appare come obbiettivo o scopo appartiene sempre alla sfera della mente e dell’ego.

Tutto ciò che si sperimenta: le immagini, i suoni, i colori, sono ancora rappresentazioni della mente, di come la mente ricorda i simboli del passato.

Se immagini i chakra e la loro struttura, avrai le corrispondenti visioni e colori, come proiezione di quello che hai intenzione di conoscere e vedere. I livelli e i mondi e quindi gli stati del tuo essere sono diversi.

Secondo la tradizione orientale sono sette. Tu sei nello stato di mezzo, sotto ci sono l’inconscio, l’inconscio collettivo, l’inconscio cosmico; sopra il superconscio, il superconscio collettivo, la consapevolezza cosmica.

Gli stati sono a specchio nel senso che gli uni si riflettono negli altri, quanto più si conoscono gli stati inferiori più si aprono alla conoscenza quelli superiori.

Le meditazioni, tutte le tecniche utilizzate per aprirti alla conoscenza e consapevolezza prevedono di percorrere tutte le tappe, nessuna esclusa, quindi quello che percepisci, che senti e vedi, appartiene a questi mondi che ti avvolgono come dei veli sovrapporti e più ti addentri nella ricerca e più questi ti mostrano il loro volto.

Quando cesseranno tutte le manifestazioni e si creerà il vuoto, la mente sarà fuorigioco, tutta l’esperienza che avvolge la manifestazione sarà superata e allora si entrarà nella dimensione del non conosciuto e del senza fine.

Nella rappresentazione grafica dei chakra c’è una corrispondenza tra i tre cosiddetti inferiori, primo, secondo e terzo, come stati inconsci e i tre, cosiddetti superiori, quinto, sesto e settimo, mediati dal quarto che è la condizione di mezzo.

Dalla quale muoversi per intraprendere il percorso di conoscenza, in questo caso entrando nel nucleo di ciascun centro energetico, con i suoi contenuti e visioni e stati emotivi (primi 3 chakra), osservandoli con la consapevolezza e il distacco del cuore.

Al contampo si sviluppa la corrispondente conoscenza attraverso la introspezione riflessa dei tre chakra superiori.

Nello yoga kundalini questa tecnica a specchio è alla base di tutto il lavoro sui chakra; le meditazioni e i krija stimolano i chakra partendo sempre da una condizione di equilibrio.

Chi opera lo fa da una posizione di equilibrio, è testimone di quello che avviene energeticamente nel corpo e via via che si agisce sui centri energetici si aprono i corrispondenti stati di coscienza che appartengono ai livelli superiori.

Lo scopo di tutto il lavoro è acquisire la consapevolezza della “struttura” che caratterizza l’esperienza della manifestazione, poichè nel momento in cui questa è conosciuta avviene l’identificazione e il conseguente superamento della stessa.

Post Author: Giuseppe Crispo

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