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Via Rosai 6 San Giovanni Valdarno (AR)

Pianto rituale purificante

L’argomento del pianto è un aspetto controverso, a volte frainteso o di difficile approccio, comprensibilmente, soprattutto in alcuni momenti o situazioni più faticose.
Comprenderlo e comprendere le emozioni del bambino e nostre aiuta sicuramente a viverlo più serenamente. Negli incontri e webinar che tengo periodicamente gli è dedicata una serata apposita per vederlo nelle sue varie sfaccettature.
In questo post voglio evidenziare la sua funzione purificante, una sorta di benedizione e pulizia interiore, meccanismo di liberazione e trasformazione, soprattutto quello che sembra scaturire per futili motivi.
La prima reazione è quella di guardare al futile motivo e analizzarlo razionalmente e pensare “Come si fa a piangere per questa cosa?”. In realtà quella cosa è solo l’indice del fatto che il bambino ha raggiunto il pieno; sarà capitato anche a noi dopo giornate stressanti e piene di contrattempi disperarsi e pensare di non potercela fare più quando, ad esempio, rovesciamo qualcosa e ci sentiamo prendere da quella sensazione di enorme sconforto che ci fa proprio venire da piangere…e sarebbe davvero un bene se ci riuscissimo…Ecco quello è il pretesto, l’ultimo anello di una serie di fatiche, frustrazioni e stress che il bambino ha dentro in quel momento. Per questo quel pianto va benedetto e accolto perché attraverso di esso la persona si libera dei pesi che sente e li trasforma in positivo, in sollievo, in nuova forza.Nei bambini è più frequente perché hanno le difese e i meccanismi di benessere più vivi e sono più in contatto con l’espressione di ciò che sentono.In questo caso va fermata la nostra parte razionale che vorrebbe capire, risolvere, consolare o che si sente in colpa per quel pianto…quel pianto andrebbe lasciato fluire, sintonizzandoci con il fatto che il nostro bambino sta vivendo una difficoltà e empaticamente la accogliamo con l’ascolto. Ascoltando e restando accanto al bambino, anche abbracciandolo o prendendolo in braccio se lui lo desidera, potremmo aiutarlo ad elaborare e trasformare quelle difficoltà; è un grande regalo che possiamo fargli e fare a noi, essere testimoni di questa alchimia!Mettendo da parte il capire, lo spiegare e i sensi di colpa, il cuore si apre, ci spostiamo nel piano del sentire e accogliamo questa energia che da disturbante diventa benedetta…Poi le risposte ai perché serviranno meno e affioreranno spontaneamente senza scervellarci troppo. Se non riusciamo a fare questo quel pianto rischia di infastidirci.Il pianto liberatorio porta tanta energia, forza e vita… read more

Benessere fisico ed emotivo

Benessere fisico ed emotivo ed educazione familiare sono gli argomenti che la nostra associazione intende intende promuovere come primo progetto del 2019. Progetto presentato ad un bando per il finanziemento e il patrocinio da parte del Comune di San Giovanni Valdarno, dove Valrdarnolistico ha organizzato nell’ottobre scorso la performance Anima Mundo che ha riscosso un lusinghiero successo.

PROGETTO

Benessere fisico ed emotivo – educazione alimentare”

L’Associazione di promozione sociale “Valdarnolistico” ha organizzato con successo il recente Evento Festival “ANIMA MUNDI”, realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di San Giovanni Valdarno, che si è svolto nei giorni 20 e 21 Ottobre 2018, raccogliendo l’invito ed in collaborazione con l’omonimo comitato locale, e che ha visto la presenza e la partecipazione di numerose realtà associative e di diverse centinaia di persone a convegni, concerti, dimostrazioni gratuite di numerose discipline olistiche e del benessere, percorsi degustativi di qualità e “a km 0”. read more

L’Ascolto

Essere presente vuol dire essere attento, radicato, vigile in tutto quello che fai e dici. Un lavoro alchemico di osservazione costante che non ha lo scopo di essere perfetti nell’agire, subentrerebbe l’ego e la sua longa manus che è il giudice interiore (vedi seconda parte del post) ma di essenzializzare la comunicazione, eliminare le parole superflue che velano e nascondono quello che veramente vuoi dire e “arrivare” direttamente al tuo o tuoi interlocutori. Nel Tantra l’allenamento alla presenza si fa con la comunicazione del Cuore, descrivere al partner di turno, che ascolta in silenzio e senza espressioni di assenso o di dissenso, quello che senti più che quello che pensi emergere da dentro di te. Un dialogo con te stesso ad alta voce. Senza temere l’interferenza del presunto giudizio di chi ti ascolta. La comunicazione con l’altro il più delle volte è condizionata da ciò che l’altro può pensare in relazione a ciò che dici per cui all’altro arriva qualcosa di molto diverso da quello che volevi trasmettere. Queste “schermature” le inserisci in “automatico” per i motivi che seguono: 
Il giudice interiore è la somma di tutti i condizionamenti, anche ereditati, su ciò che è stato stabilito come giusto o sbagliato da fare e non fare, i divieti e gli obblighi. Tutti frutto si esperienze che non sono direttamente le tue.
Riconoscere il giudice interiore per quello che è, è il primo passo verso l’ascolto del nuovo e del diverso, dell’autentica esperienza diretta della vita e la reazione del giudice interiore ad ogni tua azione è lo specchio che ti porta a individuare e riconoscere l’azione libera e creativa. 
Come fai a riconoscere l’azione originale, autentica, creativa. Se l’azione parte dalla frequenza cardiaca e prende forma nel campo elettromagnetico del Cuore è autentica e unica perché origina dalla fonte stessa della vita, quello che origina dalla frequenza mentale, elettrica, è “contaminata” da campi spuri, sovrapposti e stratificati: decisioni, pensieri e azioni ripetitive, di tipo collettivo, il cosiddetto loop. read more

Attaccamento

L’attaccamento è funzionale all’esperienza che tu stesso generi per poterla vivere con totalità e ricavarne sensazioni.

Perseveri nell’attaccamento fintanto che non “apprendi” ciò che l’esperienza ti sta insegnando, ovvero la conoscenza.

La conoscenza genera consapevolezza e allora ti stacchi da un oggetto per concentrarti su un altro e si ripete il ciclo.

Più la consapevolezza cresce, più velocemente si passa da un’esperienza all’altra perché è ormai noto il meccanismo che la genera e il motivo per cui viene generata. read more

Meditazione e consapevolezza

Meditazione e consapevolezza (mindfulness) sono unite da un legame indissolubile come due facce di una stessa medaglia.

La meditazione ti consente di ritrovare il senso del corpo e dell’ascolto di te, l’assiduità di questa condizione apre le porte alla consapevolezza che non è altro che il senso di se che emerge dalle nebbie prodotte dall’illusione del gioco e dell’interazione con la realtà che sperimenti.

Se mediti diventi consapevole.

Nel Tantra si prediligono inizialmente tecniche dinamiche per consentire a chi non è abituato a stare seduto in ascolto di se e del proprio respiro, (che è la caratteristica degli occidentali in generale) di realizzare una condizione del tipo: mente calma, senso del corpo, radicamento, percezione energetica, centratura sul respiro. La fase successiva è la meditazione fisicamente statica per eccellenza che è la Vipassana (in sostanza la meditazione creata da Buddha) conosciuta anche come Mindfulness nella versione occidentale. read more